Audit SEO tecnico: la checklist completa in 40 controlli
Scansione, indicizzazione, architettura, on-page, Core Web Vitals, sicurezza, dati strutturati e segnali GEO: i 40 controlli di un audit SEO tecnico e come dare le priorità.
In questo articolo
Un audit SEO tecnico è la verifica sistematica di tutto ciò che permette ai motori di ricerca – e oggi anche ai crawler dei motori AI – di raggiungere, leggere, capire e indicizzare le pagine di un sito. Contenuti eccellenti non servono se Google non riesce a scansionarli o se le pagine impiegano otto secondi a caricarsi. Questa checklist raccoglie i 40 controlli che eseguiamo su ogni sito, divisi in sette aree e ordinati per priorità.
Suggerimento: esegui un audit completo quando prendi in carico un sito, dopo ogni migrazione o redesign e almeno una volta al trimestre. Tra un audit e l'altro bastano controlli automatici settimanali.
1. Scansione e accessibilità (controlli 1–7)
- robots.txt raggiungibile, senza blocchi accidentali su cartelle importanti (CSS, JS, immagini, categorie).
- Crawler AI: decidi consapevolmente quali bot ammettere (OAI-SearchBot, PerplexityBot, ClaudeBot, GPTBot, Google-Extended…) e verifica che firewall e CDN non li blocchino comunque.
- Codici di stato: nessuna pagina importante risponde con 4xx o 5xx; gli errori 404 linkati internamente sono corretti.
- Catene di redirect: al massimo un salto; nessun loop; redirect 301 (non 302) per gli spostamenti definitivi.
- Versione unica del dominio: http, https, www e non-www convergono su un solo indirizzo con redirect 301.
- Tempi di risposta del server (TTFB) sotto i 600 ms per le pagine principali.
- Pagine orfane: ogni pagina che vuoi indicizzare riceve almeno un link interno.
2. Indicizzazione (controlli 8–14)
- Sitemap XML aggiornata, inviata a Search Console e Bing, con solo URL canonici che rispondono 200.
- Meta robots: nessuna pagina importante in
noindex; filtri, ricerche interne e pagine di servizio sì. - Canonical: ogni pagina ha una canonical assoluta e coerente; le varianti con parametri puntano alla versione pulita.
- Contenuti duplicati: nessun duplicato interno rilevante (versioni stampabili, parametri di tracciamento, paginazioni indicizzate male).
- Copertura in Search Console: analizza i motivi di esclusione, in particolare "Scansionata, ma attualmente non indicizzata".
- Hreflang (siti multilingua): reciproco, con codici lingua corretti e versione
x-default. - Paginazione e filtri: le pagine di elenco non generano migliaia di URL indicizzabili quasi identici.
3. Architettura e link interni (controlli 15–20)
- Profondità di clic: le pagine importanti sono raggiungibili entro 3 clic dalla home.
- URL leggibili, brevi, in minuscolo, con trattini e senza parametri inutili.
- Breadcrumb presenti e marcati con dati strutturati BreadcrumbList.
- Anchor text descrittivi nei link interni (niente "clicca qui").
- Link interni rotti o che puntano a redirect: da aggiornare con l'URL finale.
- Navigazione accessibile anche senza JavaScript: i link del menu sono veri
<a href>.
4. On-page e contenuti (controlli 21–27)
- Title unici, sotto i 60 caratteri circa, con la keyword principale vicino all'inizio.
- Meta description uniche e persuasive, tra 120 e 160 caratteri.
- Un solo H1 per pagina e una gerarchia H2/H3 logica.
- Contenuti sottili: pagine con pochissimo testo utile da arricchire, unire o rimuovere.
- Cannibalizzazione: più pagine che competono per la stessa query.
- Immagini con attributo
altdescrittivo, nomi file significativi e formati moderni (WebP/AVIF). - Contenuto nell'HTML: il testo principale è presente nel codice servito dal server, non solo dopo l'esecuzione di JavaScript (fondamentale per i crawler AI).
5. Prestazioni e Core Web Vitals (controlli 28–32)
- LCP (Largest Contentful Paint) sotto i 2,5 secondi sul 75° percentile degli utenti reali.
- INP (Interaction to Next Paint) sotto i 200 ms.
- CLS (Cumulative Layout Shift) sotto 0,1: dimensioni esplicite per immagini, video e banner.
- Risorse: CSS e JS minificati, caricamento differito degli script non essenziali, font self-hosted con
font-display: swap. - Cache e compressione: header di cache lunghi per gli asset statici, compressione gzip o Brotli attiva.
6. Mobile e sicurezza (controlli 33–36)
- Mobile-first: stessi contenuti e dati strutturati su mobile e desktop; testo leggibile e pulsanti distanziati.
- HTTPS su tutto il sito, certificato valido, nessun contenuto misto.
- Header di sicurezza di base (HSTS, X-Content-Type-Options) e nessun avviso in "Problemi di sicurezza" di Search Console.
- Interstitial invasivi: popup e cookie banner non coprono il contenuto principale su mobile.
7. Dati strutturati e segnali GEO (controlli 37–40)
- Organization (o LocalBusiness) con nome, logo, contatti e profili social in
sameAs. - Schema per tipo di pagina: Product, Article, FAQPage, SoftwareApplication, Event, validati senza errori nel report Miglioramenti.
- llms.txt pubblicato e coerente con il sito: trovi come crearlo nella nostra guida a llms.txt.
- Coerenza delle informazioni su brand, prezzi e servizi tra sito, schede aziendali e profili esterni: è uno dei segnali che i motori AI usano per decidere se citarti.
Come dare le priorità
Un audit produce sempre più problemi di quanti se ne possano risolvere in una settimana. Per ogni problema valuta tre fattori: impatto (quante pagine e quanto traffico coinvolge), gravità (blocca l'indicizzazione o è solo un miglioramento?) e sforzo (minuti, ore o settimane di sviluppo). Una regola pratica:
- Subito: tutto ciò che impedisce la scansione o l'indicizzazione di pagine importanti (blocchi nel robots.txt, noindex errati, errori 5xx, canonical sbagliate).
- Entro un mese: Core Web Vitals scarsi sulle pagine che portano traffico, title duplicati, link interni rotti, dati strutturati con errori.
- Nel trimestre: architettura, contenuti sottili, ottimizzazione delle immagini, segnali GEO.
Automatizzare l'audit con SEOGenio
Eseguire 40 controlli a mano su centinaia di pagine richiede giorni. L'audit tecnico di SEOGenio scansiona il sito come farebbe un motore di ricerca, verifica codici di stato, redirect, canonical, meta tag, intestazioni, immagini, link interni, dati strutturati e prestazioni, assegna un punteggio di salute e ordina i problemi per gravità con le istruzioni per risolverli. Puoi programmare un audit settimanale o mensile e ricevere un avviso quando compaiono nuovi errori critici. I segnali GEO (llms.txt, crawler AI ammessi, schema Organization) sono analizzati nel punteggio GEO dedicato.
Per approfondire i parametri delle prestazioni consulta la documentazione di Google sui Core Web Vitals. Quando sei pronto, avvia la prova gratuita e lancia il primo audit: in pochi minuti avrai la lista delle priorità per il tuo sito.